Sting – 57TH & 9TH Tour: unica data italiana: 23 Marzo 2017 a Milano, Fabrique

Sting – 57TH & 9TH Tour: unica data italiana: 23 Marzo 2017 a Milano, Fabrique

Sting – 57TH & 9TH Tour: un tour di teatri, club e arene annunciato insieme all’uscita del nuovo album rock/pop "57th & 9th"- Special guest:  Joe Sumner e The Last Bandoleros. Unica data italiana, il 23 Marzo 2017 a Milano, Fabrique

Sting: il 23 marzo al Fabrique di Milano!

Live Nation
presenta:

Sting – 57TH & 9TH Tour

Un tour di teatri, club e arene annunciato insieme all’uscita del nuovo album rock/pop "57th & 9th"
 


Concerti in Nord america ed Europa
Special guest:  Joe Sumner e The Last Bandoleros
 

Unica data italiana:
23 Marzo 2017 – Milano, Fabrique

Biglietti in vendita dal 18 novembre
 
(New york – 14 novembre 2016) – In contemporanea all’uscita del nuovo album di Sting 57th & 9th Cherrytree Management e Live Nation hanno il piacere di annunciare oggi il nuovo tour di Sting, che toccherà nel 2017 i migliori club, teatri e arene del Nord America e dell’Europa. Il calendario con le date è in coda al comunicato. Nuove date in Sud America ed Europa saranno annunciate presto. Per ulteriori informazioni visitare il sito: www.sting.com e www.livenation.it.
57th & 9th  è un tour promosso da Live Nation Global Touring e prodotto da RZO Entertainment (Photo Credit: Eric Ryan Anderson).
 
Durante il suo 57th & 9th Tour, Sting sarà accompagnato da una band composta da 3 elementi, che comprende il suo chitarrista “di fiducia” Dominic Miller, Josh Freese (batteria) e Ruful Miller (chitarra). Special guest del tour saranno il cantautore Joe Sumner e la band di San Antonio, The Last Bandoleros.
 
I biglietti per l’unica data italiana erano disponibili dalle 10 di venerdì 18 novembre su ticketone.it e livenation.it.


Il dodicesimo album di, 57th & 9th, è il suo primo progetto rock/pop in oltre un decennio ed è uscito l’11 novembre scorso su etichetta A&M/Interscope Records. Il disco, che contiene 10 brani, rappresenta la varietà dello stile musicale di Sting da un punto di vista melodico e di scrittura, a partire dal primo singolo rocckeggiante “I Can’t stop Thinking About You”, fino alla “feroce” “Petrol Head” all’inno “50,000”. L’album è prodotto da Martin Kierszenbaum ed è stato registrato in poche settimane da collaboratori storici di Sting, Dominic Miller (chitarra) e Vinnie Colaiuta (batteria), così come il batterista Josh Freese (Nine Inch Nails, Guns n’ Roses), il chitarrista Lyle Workman e The Last Bandoleros (backing vocals).
 
Sting:
Compositore, cantante, attore, autore e attivista – Sting è nato a Newcastle, Inghilterra, e si è trasferito a Londra nel 1977; lì ha formato i Police insieme a Stewart Copeland e Andy Summers. La band ha pubblicato cinque album, ha vinto 6 Grammy, e 2 Brits e nel 2003 è stata inserita nella Rock and Roll Hall of Fame. Sting ha ricevuto come solista 10 Grammy, 2 Brits, 1 Golden Globe, 1 Emmy, 3 nomination agli Oscar, una nomination ai TONY, il Century Awards di Billboard Magazine, e il MusiCares Person of the Year nel 2004. È inoltre membro del Songwriters Hall of Fame e, nel 2014 ha ricevuto il Kennedy Center Honors, uno dei riconoscimenti più prestigiosi negli Stati Uniti. Nel Corso della sua lunga carriera ha venduto quasi 100 milioni di album (tra album pubblicati con i Police e quelli da solista).
 
Sting è famoso per il suo supporto ad organizzazioni per i diritti umani, come la Rainforest Fund, Amnesty International e Live Aid. Insieme alla moglie Trudie Styler, Sting ha fondato la Rainforest Fund nel 1989, per proteggere le foreste pluviali del mondo e le popolazioni indigene che le popolano. Insieme, hanno tenuto 17 concerti benefici per sensibilizzare e raccogliere fondi per le risorse a rischio del nostro pianeta; il prossimo evento avrà luogo il 14 dicembre a Carnegie Hall. Dalla sua nascita, la Rainforest Fund è cresciuta fondando una rete di organizzazioni interconnesse che operano in oltre 20 paesi di tre continenti.
 
Joe Sumner:
Joe Sumner si è concentrato sul suo lavoro da solista negli ultimi cinque anni. Lavorando contemporaneamente come voce e front man della band Fiction Plane e allo sviluppo dell’app Vyclone, Joe ha attentamente eliminato tutto quello che trova non autentico.
Il risultato è un suono ampio e colorato che troverebbe posto in un film di Wes Anderson. Partendo solo da voce e chitarra, scrive brani sentiti e genuini che non sono mai davvero finite. ‘Ogni volta che suono una canzone, lascio almeno un paio di parti completamente aperte all’improvvisazione. Dopo aver eseguito un brano cinquanta volte, sicuramente migliora, non rimane lo stesso!’.
 
Questa sua apertura mentale nasce in parte dalle sue svariate esperienze musicali – dall’andare in tour con Sting e The Police, ad artisit come Snoop Dog, fino al cantare opera moderna e scrivere per altri artisti europei. Joe inoltre insegna dei seguitissimi laboratori presso slcune scuole di musica,
 
Il singolo di debutto solista di Joe Sumner, 'Jellybean' sarà pubblicato a gennaio 2017.
 
The last Bandoleros:
The Last Bandoleros sono un quartetto e fanno un genere che mescola Tex-Mex, country e rock’n’roll. La loro storia comincia a San Antonio, in Texas, con l’incontro tra il chitarrista e produttore Jerry Fuentes e il cantante, cantautore e produttore Derek James a New York.
Fuentes e James cominciano a collaborare a Brooklyn. Ma Fuentes continua a tornare nel suo paese nativo per registrare nello stesso studio di San Antonio, dove stanno lavorando due fratelli dal grande talento, Diego ed Emilio Navaira, figli della leggenda musicale Emilio Navaira Sr. I due fratelli si sono già fatti un bel nome in città. Fuentes decide di mischiare le due cose e invitarli a qualche jam session a Brooklyn e San Atnonio.
 
Il risultato è la formazione di The Last Bandoleros. Il quartetto inizia ad esibirsi dal vivo, apre concerti di The Mavericks, Jon Pardi, Josh Abbott Band, Los Lonely Boys e Marc Broussard. Riconoscendo l’altissimo livello del loro lavoro, Sting li ha chiamati per eseguire le seconde voci del suo singolo "I Can't Stop Thinking About You" che ha scavalcato le classifiche di tutto il mondo. 
 
Le recensioni del quartetto sono ottime. Rolling Stone ha scritto: "La loro musica carambola dal rock e country al  conjunto e pop, risultando in un genere che non si toglie dalla testa." People Magazine ha definito la band come "un gruppo da vedere”, mentre Entertainment Weekly li ha inseriti nella classifica “Breaking Big”. HITS Magazine ha descritto The Last Bandoleros come “il Tex-Mex che incontra il pop armonico alla Beatles, con un pizzico di carisma da boy band.”

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