Giardini di Mirò, un ritorno in grande stile: è uscito il 30 novembre "Different Times", il nuovo album per 42 Record

Giardini di Mirò, un ritorno in grande stile: è uscito il 30 novembre

Giardini di Mirò, un ritorno in grande stile: è uscito il 30 novembre per 42 Records (I Cani, Cosmo, Colapesce  Andrea Laszlo De Simone, Any Other…) il nuovo disco dei Giardini di Mirò, vera e propria leggenda della musica indipendente italiana. L’album è stato anticipato da due singoli, la title track ed “Hold On”. Un’attesa lunga per una band dalla discografia sterminata, ma che nonostante gli lp, gli ep, le colonne sonore e le sonorizzazioni di film muti, non presentava un lavoro di inediti dal lontano 2012, con “Good Luck”.

42 records
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Giardini di Mirò

È uscito il 30 novembre il nuovo album "Different Times"

Spotify https://open.spotify.com/album/6Nu91SKkm3c3mtm6YLVBfo
Apple music https://itunes.apple.com/it/album/different-times/1442217106
Deezer https://www.deezer.com/it/album/78747102

È uscito il 30 novembre per 42 Records (I Cani, Cosmo, Colapesce  Andrea Laszlo De Simone, Any Other…) il nuovo disco dei Giardini di Mirò, vera e propria leggenda della musica indipendente italiana. Nei negozi di dischi e nelle piattaforme digitali: Spotify https://open.spotify.com/album/6Nu91SKkm3c3mtm6YLVBfo; Apple music https://itunes.apple.com/it/album/different-times/1442217106; Deezerhttps://www.deezer.com/it/album/78747102

L’album è stato anticipato da due singoli, la title track (qui: https://www.youtube.com/watch?v=RzlYvPrGhVg e “Hold On” (qui: https://open.spotify.com/album/32QOGOH2AmwWKCL9LCllug?si=6vXUU27sRxy7ankxXgH0gQ)

Un’attesa lunga per una band dalla discografia sterminata, ma che nonostante gli lp, gli ep, le colonne sonore e le sonorizzazioni di film muti, non presentava un lavoro di inediti dal lontano 2012, con “Good Luck”.
Ma ora il tempo è giunto, e “Different Times” è pronto.
Ed è un ritorno in grande stile, che mantiene solidi legami con il passato ma proietta i Giardini di Mirò ulteriormente in avanti, verso un futuro luminoso e ancora da scrivere, anche grazie alla rinnovata collaborazione con Giacomo Fiorenza, lo stesso produttore con cui avevano realizzato i primi due album “Rise and Fall of Academic Drifting” e ”Punk… Non Diet!”, che da subito li avevano consacrati tra gli imprescindibili degli anni Zero.
Due anni di lavoro, la solita attenzione maniacale per i suoni, per ogni minima variazione, per ogni singolo dettaglio, il tutto finalizzato a ricreare quel mood oscillante tra post rock, psichedelia ed elettronica che da sempre rende i dischi dei Giardini di Mirò delle vere e proprie esperienze sonore, dei viaggi musicali che ogni tanto si mantengono su eccentriche forme canzoni, altre volte deragliano verso le direzioni più disparate.
Esattamente come per la title track: nove minuti in cui i Giardini di Mirò hanno voluto mostrare a tutti di essere più in forma che mai, più focalizzati che mai, sempre pronti a ipnotizzare le orecchie e ad incendiare i palchi italiani ed europei come fanno da almeno vent’anni.

Ma in “Different Times” c’è molto di più, ci sono nove brani incredibilmente densi e 50 minuti di musica, ci sono collaborazioni prestigiose, come quelle con Adele Nigro di Any Other in “Don’t Lie”,Robin Proper-Sheppard dei Sophia in “Hold On”, Glen Johnson dei Piano Magic in “Failed to Chart” e Daniel O’Sullivan nella finale “Fieldnotes”, c’è una compattezza liquida che in tanti negli anni hanno provato a replicare, ma che praticamente nessuno ha saputo eguagliare.

E poi ci sono i cambiamenti di questi vent’anni, e così “Different Times” vuole essere anche una riflessione sulla durata del tempo. Senza dare particolari giudizi, solo accettandone le regole e le sue conseguenze, con lo sguardo che si muove verso altre parti del mondo, su altre centralità, mentre inevitabilmente cambiano la geografia e l’importanza delle cose. Anche per questo lo scatto di copertina, ad opera di Simone Mizzotti, mostra un campetto da calcio sperso in una periferia qualunque. Solo che quella periferia è in Cina.
Ma dalla Cina si torna irrimediabilmente a casa, e allora ecco che le esperienze e le metamorfosi dei Giardini di Mirò, l’equilibrio tra il nucleo storico e i nuovi arrivati che negli anni hanno influenzato il percorso della band rendendolo sempre originale e mai uguale a se stesso, vengono raccontate anche nel libro omonimo (scritto da Marco Braggion e con la prefazione di Carlo Pastore), uscito il 29 novembre, giorno prima della release, per Crac Edizioni.
Insomma, c’è voluto parecchio tempo, ma in “Different Times”, nelle sue forme, c’è tutto quello che si potrebbe chiedere a un disco dei Giardini di Mirò, ai Giardini di Mirò.
Perché sono tornati, e sono tornati sul serio.

Biografia:

Con oltre vent'anni di carriera e più di mille concerti in Italia e all'estero, i Giardini di Mirò sono un nome di punta della scena indipendente italiana sin dai primi anni duemila. Il loro suono è un mix di psichedelia, post rock, elettronica, shoegaze, noise.
I Giardini di Mirò vengono da Cavriago, un comune a pochi minuti da Reggio Emilia, il cui sindaco onorario è, dal 1917, Vladimir Lenin.
Il nucleo storico, rimasto invariato, è formato da Corrado Nuccini, Jukka Reverberi, Mirko Venturelli, Emanuele Reverberi e Luca di Mira; da qualche anno è subentrato alla batteria Lorenzo Cattalani, che ha sostituito Francesco Donadello. Nel corso degli anni hanno partecipato al gruppo anche Alessandro Raina, Andrea Mancin, Andrea Sologni, Laura Loriga.
Il progetto nasce nel 1994 da un’amicizia tra Corrado Nuccini e Giuseppe Camuncoli (oggi noto fumettista) nata tra i banchi della facoltà di Lettere a Bologna. Solo qualche anno dopo, con l'ingresso degli altri componenti, la band prende forma così come è nota oggi, e già dal primo "Iceberg EP" la storia dei Giardini di Mirò è stata un susseguirsi di album, concerti, tour.
La discografia è sterminata: oltre ai cinque album ufficiali "Rise And Fall of Academic Drifting" (2001), "Punk... Not Diet!"(2003), "Dividing Opinions"(2007), "Good Luck" (2012) e "Different Times" (2018), ci sono due sonorizzazioni  -"Il fuoco" (2010) e "Rapsodia Satanica" (2014)-, la colonna sonora di “Sangue, la morte non esiste” (2005) con Elio Germano, ed una miriade di Ep, remix e raccolte di inediti, con etichette di tutto il mondo che hanno portato i Giardini di Mirò a collaborare con i più svariati artisti, da Apparat ai Piano Magic, dai Sophia a Sara Low, e poi Hood, Isan, Paul Anderson e molti altri.
“Different Times” è il loro ultimo lavoro, ed esce in contemporanea con un libro omonimo edito da Crac Edizioni, scritto da Marco Braggion con la prefazione di Carlo Pastore, che racconta tutta la storia della band dagli esordi fino ad oggi.

Tracklist

01. Different Times
02. Don’t Lie (w/ Adele Nigro – Any Other)
03. Hold On (w/ Robin Proper-Sheppard – Sophia)
04. Pity the Nation
05. Failed to Chart (w. Glen Johnson – Piano Magic)
06. Void Slip
07. Landfall
08. Under
09. Fieldnotes (w/ Daniel O’Sullivan)

Queste le prime date confermate del tour, organizzato da DNA concerti:
18 gennaio 2019                    Milano                        Santeria
19 gennaio 2019                    Pisa                             Lumiere
25 gennaio 2019                    Roma                          Monk 
26 gennaio 2019                    Terlizzi (BA)              MAT
08 febbraio 2019                    Ravenna                     Bronson
09 febbraio 2019                    Verona                        Colorificio Kroen
15 febbraio 2019                    Torino                         Spazio211
16 febbraio 2019                    Firenze                       Auditorium Flog
22 febbraio 2019                    Pordenone                 Astro Club
02 marzo 2019                       Bologna                      Locomotiv

Contatti:
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