Angelo Visone racconta delle storie tristi e crudeli, dei piccoli affreschi di una delicata e terribile miseria quotidiana. “Raise your Paw to the Sky and Break the Truce” è con ogni probabilità il lavoro più completo a nome Mariae Nascenti, ricco di spunti interessanti e di semplici trame sonore che lavorano per sottrazione piuttosto che per livelli di suono. Innanzitutto, il disco presenta una serie di ospiti più o meno illustri, a cominciare da Fabrizio Modenese Palombo (Larsen) che oltre a produrre l’album sottolinea un’amicizia di lunga data e la volontà precisa di costituire una scena “grigia” attorno a tutta una serie di progetti dell’underground sperimentale nostrano. Le influenze che vitalizzano il disco sono molte, e se pur riconducibili ad una matrice che non nasconde le proprie origini (la dimensione sottile e malinconica dei Current 93 seconda era, o l’eclettismo di casa Coil), sanno rendersi spunto piuttosto che citazione, e contribuiscono a creare un insieme personale e creativo. Dei bozzetti di grigiore quotidiano, dicevamo, che trovano alcuni dei momenti migliori dove non temono di osare, come nell’ottima “Remember to Forget”, attingendo anche al post rock più rarefatto, o dove il vocalizzo rubato o la melodia percepita in strada diventano cardine inquietante della composizione. Leggermente scontati i momenti più corali, ma si tratta di una pecca da poco per un lavoro decisamente interessante, ancora una volta sotto l’egida attenta della Final Muzik.