SHARON VAN ETTEN - A DICEMBRE TRE DATE IN ITALIA PER LA CANTAUTRICE AMERICANA

SHARON VAN ETTEN - A DICEMBRE TRE DATE IN ITALIA PER LA CANTAUTRICE AMERICANA

DNA concerti 

è felice di presentare:

TRE DATE A DICEMBRE IN ITALIA

SHARON VAN ETTEN 

06 Dicembre 2014

BOLOGNA – LOCOMOTIV
ingresso: 15 euro
Inizio concerti: 21,00
Prevendite disponibili dal 25 giugno:
Prevendite disponibili a breve su <http://www.ticketone.it> 892 101

07 Dicembre 2014

ROMA – TBA
www.dnaconcerti.com

08 Dicembre 2014

MILANO – Salumeria della musica
ingresso: 15 euro
Inizio concerti: 21,00

Prevendite disponibili dal 25 giugno:

http://www.ticketone.it/, call center 892 101 

http://www.vivaticket.it/, call center 892.234

http://www.mailticket.it/, call center 199 446271

http://www.ticket.it/, call center 02 54 271

La cantante polistrumentista del New Jersey, già collaboratrice di Bon Iver e The National, arriva in Italia a dicembre per presentare “Are We There” quarto album in studio e ad oggi la sua opera più matura e riuscita, pubblicata da JagJaguwar/Goodfellas.

READ MORE:
http://www.sharonvanetten.com/

https://www.facebook.com/SharonVanEttenMusic
http://jagjaguwar.com

 

Nonostante la grande attenzione ricevuta con l’album del 2012 Tramp, Sharon Van Etten è la tipica artista che non conosce pause e che anzi ama stupire ad ogni nuova prova, mettendo in discussione le sue stesse credenziali. La sua musica appare vulnerabile: le discese abissali in cui vengono proiettati i suoi afflati melodici quasi una dichiarazione di intenti spoglia, senza filtri. E’ l’umanità a trionfare, una dimensione cui pochi artisti pop contemporanei possono minimamente accennare. Uno spirito ribelle che conosce anche strazianti pause e riflessioni, che arde comunque, mettendo seriamente in discussione ogni singola esibizione o performance su disco. Il risultato di questa strabiliante odissea è Are We There – ancora su Jagjaguwar -  un disco prevalentemente autoprodotto, eccezionalmente intimo, generosamente sublime e i grande respiro.

La maggior parte dei musicisti è felice di cedere gli oneri della produzione ad una figura esterna, spesso il trasporto emotivo è sufficiente a convivere con il proprio spettro artistico. Non quanto accade con la Van Etten, intenzionata a realizzare un disco nei suoi termini, interamente. Il detto ‘la fortuna favorisce i coraggiosi’ sembra quanto meno appropriato. Ancor più se tale coraggio viene ulteriormente temperato. In questo Sharon incontra le sue esigenze nella figura di un veterano quale Stewart Lerman. Già collaboratori ai tempi della serie televisiva Boardwalk Empire (episodio 36 per la cronaca) , i due assumono ruoli diversi, abbracciando l’idea di un disco registrato assieme nello studio di Lerman, in New Jersey. Un’occasione per fornire a Sharon  tutti gli strumenti necessari alla realizzazione del disco perfetto. Corredato dagli interventi degli abitauli accompagnatori della nostra:  Heather Woods Broderick, Doug Keith e Zeke Hutchins. Ai quali vanno affiancati i nomi di Dave Hartley ed Adam Granduciel (The War on Drugs), Jonathan Meiberg (Shearwater), Jana Hunter (Lower Dens), Peter Broderick, Mackenzie Scott (Torres), Stuart Bogie, Jacob C. Morris e Mickey Freeze.

E’ evidente sin dale prime note che siamo di fronte ad una nuova presa di coscienza. Un segno evidente della luminosità ed ispirazione che sorregge la Van Etten, che sembra ergersi in una dimensione quasi mitologica, abbracciando il ruolo multiplo di scrittrice/arrangiatrice e producer. Sempre e comunque diretta, senza mostrare segni di cedimento anche a fronte delle più intime confessioni, parti integranti della sua toccante narrativa. Dalla natura del desiderio alla memoria, dall’idea di smarrimento alle promesse di  fedeltà, passando per la paura del cambiamento, toccando anche l’immaginario della cura e della salvezza. L’artista che usa questo tono confidenziale, ci sta invitando a guardare più profondamente nella nostra anima. Solo con questo spirito analitico sarà più logico affrontare le quotidiane avversità. Ricettivi a tutti i costi, respirando comunque profondamente. Anche nei moment più intimisti la Van Etten ci mostra che questioni di vita e di morte possono essere affrontate con il dovuto tatto. Puoi togliere l’elettricità, rimuovere i singoli strumenti, ma la voce di Sharon rimarrà, vivida, assieme ad ogni sua singola parola. Sublime ed eterna.

Informazioni al Pubblico:  
http://www.facebook.com/dnaconcertieproduzioni

www.dnaconcerti.com
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