Spazio211 Torino, i prossimi concerti: DIMARTINO, BACHI DA PIETRA + GIANNI GIUBLENA ROSACROCE, I Fasti

Spazio211 Torino, i prossimi concerti: DIMARTINO,  BACHI DA PIETRA + GIANNI GIUBLENA ROSACROCE, I Fasti

Giovedì 10 Ottobre 2013 live 

sPAZIO211

DIMARTINO

doors: 21.29

ticket: 8 euro (prevendita: biglietteria online)

Immagina di non avere un corpo e di non fare le cose che siamo abituati a fare: la spesa, prendere l’autobus, commuoversi per un film. L’anima sopravviverebbe lo stesso? A chiederselo sono i due giovani protagonisti di Non vengo più mamma: opera che è un vero e proprio atto poetico per Antonio Dimartino.

 

 

Venerdì 11 Ottobre 2013 live 

sPAZIO211

BACHI DA PIETRA

+ GIANNI GIUBLENA ROSACROCE

doors: 21.29

ticket: 7 euro (prevendita: biglietteria online)

Il gruppo nasce nel 2004 dall’incontro di due musicisti attivi, già allora, da un decennio: Giovanni Succi, reduce dall’esperienza dei MADRIGALI MAGRI e Bruno Dorella, attivo con OVO, RONIN e con una etichetta indipendente (BARLAMUERTE)

Un loro Video qui sotto.

www.bachidapietra.com

Dopo l’esperienza de La Piramide di Sangue, Stefano Isaia (MOVIE STAR JUNKIES) torna al progetto solista che all’ensemble aveva fornito il nome. Già lo scorso anno era infatti uscita una cassetta per Yerevan Tapes a nome Gianni Giublena Rosacroce, “La Piramide di Sangue” appunto, oggi bissata da una nuova tape per NO=FI Recordings.

 

Venerdì 18 OTTOBRE 2013 

sPAZIO211

I FASTI

+ LA RAGE

doors: 21.29

ticket: up to you!

Nascono nell’ inverno del 2008 dopo la chiusura del progetto Seminole, band storica del D.I.Y. della penisola: due bassi, due pc, due chitarre e una voce, le loro composizioni crude/dolci/reali/irreali/discutibili/irriverenti puntano dritte allo stomaco, cercando profondità e stupore, riff di basso e chitarra carichi, melodici, sporchi, vissuti.


La Rage è un progetto che nasce nel 2009 dall’esigenza di Mattia e Luca di sperimentare un dialogo senza mediazioni tra basso elettrico e batteria. 

Giovedì 10 Ottobre 2013 live 

Ricercare la vita autentica, fuori dalla vita stessa, spingendosi oltre tutti i confini possibili, che nel caso dei due ragazzi significa ordinare a domicilio un kit della dolce morte e ritrovarsi a chiudere gli occhi, con la stessa facilità con cui di solito li si tiene aperti. Un tema importante e attuale quello scelto dal cantautore siciliano, inconsueto per forma e contenuto. Un concept pubblicato solo in vinile, in cui la narrazione trova la sua forza espressiva nelle tavole del disegnatore palermitano Igor Scalisi Palminteri, lasciando ai brani musicali, scritti in stretta collaborazione con Angelo Trabace al pianoforte e Giusto Correnti alla batteria, la funzione di ambientazione sonora. Dimartino affida le sue parole sia ai disegni che alla musica, andando oltre i confini della formacanzone e percorrendo i sentieri dell’elettronica contemporanea. Piega le leggi di gravità, riscrive lo spazio: e lo fa grazie a una storia potentissima, che mette a soqquadro il senso comune, il respiro e l’esistenza come l’abbiamo finora vissuta e pensata.

http://antoniodimartino.it

 

Venerdì 11 Ottobre 2013 live 

Il gruppo nasce nel 2004 dall’incontro di due musicisti attivi, già allora, da un decennio: Giovanni Succi, reduce dall’esperienza dei MADRIGALI MAGRI e Bruno Dorella, attivo con OVO, RONIN e con una etichetta indipendente (BARLAMUERTE) che ha battezzato artisti del calibro di BUGO e BOLOGNA VIOLENTA, per fare solo un paio di nomi. Il progetto si connota subito per un approccio primordiale alla materia rock/blues (chitarra e batteria, registrazioni in presa diretta) con sonorità difficilmente definibili, influssi medievaleggianti e una spiccata valenza letteraria infusa nella crudezza e nell’immediatezza dei testi. Insetti mutanti che incidono pietra. Una lenta e graduale metamorfosi ha prodotto quattro album (Tornare Nella Terra, Non io, Tarlo terzo e Quarzo), un live in teatro (Insect Tracks) e un mini (in coppia con i Massimo Volume) sempre diversi eppure sempre marchiati dallo stampo inconfondibile che ha fatto scuola. Sono passati dal fango primordiale del 2005 alla ruggine pietrosa del 2011, attraverso più di duecento date dal vivo, ed è sempre stato impossibile racchiudere in una formula il suono delle loro canzoni. Ora la produzione audio del nuovo materiale è affidata a Giulio Favero, che si è trovato alle prese con altro materiale incandescente. Gli insetti superano sè stessi affrontando un’altra mutazione ancora. Gennaio 2013: la metamorfosi è evidente. Non stravolgono la loro natura; forse stravolgeranno la vostra. Non occorre essere particolarmente attenti ai dettagli per accorgersene. I Bachi Da Pietra arriveranno in faccia. Il verme della roccia ha assunto le sembianze di un potente insetto corazzato. Sporcando, infettando, colpendo. Tutto scorre e muta. Né speranza né paura. Soltanto il naturale incedere del tempo sulle cose, I Bachi da Pietra sono sassi in un fiume e si lasciano trasportare, consci che se tutto si trasforma, degli insetti mutanti come loro non possono certo sottrarsi a questo destino. Qui nasce e qui arriva “Quintale”, che come gli ultimi tre episodi (una trilogia del tarlo?) gioca con la progressione dei numeri e come gli altri spiazza e lascia storditi. Sempre in maniera diversa, sempre colpendo il lato scoperto, come un pugile consumato col quale si possono prendere tutte le contromisure del caso, ma sempre di un livello superiore rimane. Un pietrone. Dodici brani di rara durezza, materiale incandescente su cui Giulio Favero ha messo le mani in quel de La Sauna di Varano Borghi (VA), nell’aprile del 2012, registrando mixando e tagliando rigorosamente in analogico e rigorosamente su nastro, senza interferenze digitali, facendo scaturire dalla roccia una potenza sonora mai raggiunta prima dai Bachi da Pietra. Strumenti ai minimi ancora una volta eppure un suono sempre impossibile da classificare che questa volta è capace di riempire ogni spazio, ogni anfratto entro cui in passato si aveva il tempo di riprendere fiato; lusso che con “Quintale” è ridotto all’osso. Pochi inserti esterni, la chitarra di Giulio Favero in “Fessura”, la sua voce in alcuni cori (mai emersi prima nei solchi dei Bachi), il sax impazzito e schizofrenico di Arrington de Dyoniso in “Enigma”, “Paolo Il Tarlo” e “Ma Anche No”. Tutto il resto è il sempre più monolitico suono primordiale di Succi e Dorella: rock e blues (archetipi metal) scarnificati e possenti. Il legno e le corde, le pelli e il ferro che si sono fatti pietra.

Già lo scorso anno era infatti uscita una cassetta per Yerevan Tapes a nome Gianni Giublena Rosacroce, “La Piramide di Sangue” appunto, oggi bissata da una nuova tape per NO=FI Recordings.

“La Mia Africa” si scosta da “Tebe” non tanto per atmosfere e immaginario – sempre legati a un ipotetico e onninclusivo Terzo Mondo, occulto, misterioso e mentale – quanto per forma e mezzi: al clarinetto, alla marimba e alle percussioni del poliedrico Isaia si affiancano le chitarre acustiche di Dedalo666, Vernon Senegal e Jenaa el-fna e le voci in Fulfulde delle due tuareg Aissa Daouda e Elle’ Abigaelle, per dar vita a brevi bozzetti fatti di ritmi ancestrali e melodie reiterate che generano stati di ipnosi. Movimenti lenti e ossessivi sui toni bassi (Il sandalo di Aissa, la conturbante Te, nel deserto), visioni cinematografiche (Morricone nel Sahara in Dogon, Kusturika in Persia ne La sposa bambina, le atmosfere noir evocate dai fiati di Dov’è la casa del mio amico?), episodi pacificanti e solari (Yurugu, La memoria della Terra), sperimentazioni sintetiche (gli animali de Il sole della discordia, le percussioni in Le tre lune) ma soprattutto serpentine melodiche sapor del deserto che incantano e rapiscono (Sangue nero, Il primo sole sul tempio)….

http://soundcloud.com/gianni-giublena

 

Venerdì 18 OTTOBRE 2013 

Nascono nell’inverno del 2008 dopo la chiusura del progetto Seminole, band storica del D.I.Y. della penisola: due bassi, due pc, due chitarre e una voce, le loro composizioni crude/dolci/reali/irreali/discutibili/irriverenti puntano dritte allo stomaco, cercando profondità e stupore, riff di basso e chitarra carichi, melodici, sporchi, vissuti.
Nell’inverno 2009 esce l’E.P. “Lei si è alzata dal sordo mormorio” che riceve ottime critiche da stampa e fanzine varie. Alcune delle canzoni contenute nell’E.P. sono utilizzate per sonorizzare il video indipendente “Epidemia Chimica” del giovane regista Umberto Ponti.
 Nell’inverno 2009/2010 I Fasti sono tra i promotori della compilation autoprodotta “Un disco Grezzo un Disco che ci Impegna“, che vede la partecipazione di 15 band torinesi e che ha l’intento di prendere posizione su alcuni temi sociali estremamente importanti.
 Ad aprile 2010 esce “OVATTA” il loro primo disco, completamente registrato, prodotto, suonato ed arrangiato dalla band stessa e distribuito dalle piccole realtà “Autoproduzioneseminole” e “Rock e i suoi Fratelli“. 
A dicembre 2011 esce l‘E.P. “MORULA“, composto da 3 canzoni…4 racconti…e immagini: nato all’improvviso, durante alcuni live de I Fasti tra Emilia Romagna e Liguria, registrato da Luca Magni in ”un pezzo di notte” presso il Sonikart di Ferrara e mixato presso Bassa Frequenza Recording Studio di Torino da Michele La Sala.
Tra un live e l’altro si occupano di sonorizzazioni e creazione di colonne sonore per libri e opere cinematografiche.
A settembre 2012 compongono per il libro “OFF. In viaggio nelle città fantasma del Nordovest“, scritto da Marco Magnone, edito da Espress Edizioni, allegato in ottobre a La Stampa e successivamente in tutte le librerie della penisola. La colonna sonora intitolata “OFF“, disco strumentale della band, è stato registrato e mixato presso lo studio “Cerchio Perfetto” di Torino da Tino Paratore.
L’ intensa l’attività live li ha portati a condividere i palchi con gruppi quali Titor, I Treni All’Alba, Fine Before You Came, C.G.B., Lo Stato Sociale, Uochi Toki, Luci Della Centrale Elettrica, Kina, Karl Marx Was a Broker, prendere parte ad importanti Festival come Era Spaziale Festival, NoFest!, Punk Monster Fest IV, If The Bomb Falls vol.2, Diy Yeah Fest…

www.facebook.com/ifasti

La Rage è un progetto che nasce nel 2009 dall’esigenza di Mattia e Luca di sperimentare un dialogo senza mediazioni tra basso elettrico e batteria. Lasciatici alle spalle un esaurito esperimento pop con un chitarrista cantante, mettiamo a punto uno spettacolo per i due strumenti in cui presto cominciamo ad avvertire la necessità di arricchire la fondamentale sezione ritmica con una terza “voce”. Vagliamo quindi le possibilità di aggiungere  un fiato o un pianoforte classico che “cantino” attorno a ciò che più ci importa, fino a proporre una collaborazione ad Andrea, amico da anni e che da anni scriveva brani e poesie senza alcuna velleità di musicarli. L’ esperimento piace a tutti e tre.
Il nome della “cosa” che stavamo costruendo non ci è interessato fino al giorno in cui abbiamo deciso di esordire su un palco, partecipando al concorso Pagella non solo Rock. Era un periodo che ci capitava di ascoltare spesso “La Rage” di Keny Arkana, ci piaceva il brano, ci piaceva il video e ne abbiamo plagiato il nome… eravamo di corsa quindi è andato bene quello. Poi è rimasto. Fin dalla prima serata Mattia e Luca si sono coperti il volto, la prima volta con una maschera, per poi optare per i nostri ormai classici sottocasco da moto. L’idea  era quella di incattivire anche l’immagine visiva che si poteva avere di noi sul palco, avendo a monte abbondantemente optato per le sonorità dure. Abbiamo registrato due demo, da poco è uscito il secondo, entrambe collaborazioni con Michele la Sala di Bassa Frequenza Recording Studio , con cui lavoriamo da prima della rage. Tutti i brani sono in freedownload in rete (www.facebook.com/LaRage77)

Ultrasonica

Portale Musicale dal 2004

Seguici su

Archivio fotografico

Grazie alla collaborazione con il collettivo BRUBEN che gestisce anche i contenuti del sito, Ultrasonica.it vanta uno degli archivi fotografici di eventi live più ampi della rete.

Questo sito utilizza cookie anche di terze parti per migliorare l'esperienza utente e motivi statistici. Cliccando OK e navigando su questo sito, acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più