Primavera Sound 2018, Barcellona: live report di un festival spumeggiante ...

Primavera Sound 2018, Barcellona: live report di un festival spumeggiante ...

Primavera Sound 2018, Barcellona: live report di un festival spumeggiante, sempre di alto livello e con pochi eguali per atmosfera e qualità della selezione di band!

Dopo circa un mese dalla fine del Primavera Sound di Barcellona, edizione 2018, si sono placati i commenti e le opinioni varie sul festival; a mente fredda, finalmente si può ragionare sulle sue esibizioni, come sempre numerose, molto, molto belle e sicuramente di alto livello. Ognuno ha come sempre, avuto il 'suo' festival (com’e Stato enunciato insistentemente dagli organizzatori), il suo Primavera Sound personale, a seconda dei gusti musicali e degli interessi specifici.

Primavera Sound 2018, Barcellona

Live report di un festival spumeggiante, sempre di alto livello e con pochi eguali per atmosfera e selezione di gruppi!

Dopo circa un mese dalla fine del Primavera Sound di Barcellona, edizione 2018, si sono placati i commenti e le opinioni varie sul festival; a mente fredda, finalmente si può ragionare sulle sue esibizioni, come sempre numerose, molto, molto belle e sicuramente di alto livello. Ognuno ha come sempre, avuto il 'suo' festival (com’e Stato enunciato insistentemente dagli organizzatori), il suo Primavera Sound personale, a seconda dei gusti musicali e degli interessi specifici. Ed alla faccia di chi diceva che quest'anno il festival era sottotono, la line-up deludente e con poco di interessante e che il festival aveva abbandonato le chitarre per preferire elettronica e rap! Nulla di più errato, anzi: è stato il solito, bellissimo Primavera senza un attimo di pausa, con concerti interessanti di continuo; e credo che alla fine, ci siamo resi conto di aver visto praticamente solo chitarre o concerti decisamente rock! Segnaleremo quello che ci è piaciuto di più della 'nostra' personale edizione 2018: opinione, quindi, del tutto personale. Innanzitutto abbiamo scelto a malincuore, di evitare il più possibile i due palchi enormi, perchè la ressa e la folla, il chiacchericcio disturbante avrebbero rovinato la  fruizione del concerto: quindi abbiamo rinunciato a Bjork, National ed Artic Monkeys (impossibile vedere o sentire in modo decente il palco a causa della gran calca creatasi per questo concerto, sicuramente uno dei più attesi), Tyler The Creator.

Il festival è cominciato nel migliore dei modi già il mercoledì: siamo riusciti dopo una lunga coda, ad ottenere i biglietti per lo show degli Spiritualized con Orchestra e Coro ed abbiamo assistito ad uno dei migliori concerti del festival! I live di J.Spaceman e soci sono sempre stati bellissimi e coinvolgenti ma questo, complice lo stupendo Auditorium e la sua acustica, era ancora meglio: la voce di Jason roca e dolente, le melodie ora morbide e suadenti ora potenti con code psichedeliche crescenti sono state toccanti e spesso commoventi! Siamo usciti dall'Auditorium dopo un ora e mezza ... veramente in un altra dimensione, per assistere ad un bel concerto dei Belle & Sebastian, ora malinconici, ora allegri e sempre divertenti ma ormai con la testa agli Spiritualized! Molto interessanti anche gli Starcrawler che hanno fatto un bel concerto nel pomeriggio: anche se l’energia non gli manca, sono stati penalizzatoi dal palco molto grande, forse troppo per una band così.

Da lì i concerti che ci sono piaciuti di più sono stati tanti: la doppietta formata dai texani Lift To Experience, con la bellissima e potente voce di Josh T.Pearson sulle chitarre incessanti in un  crescendo continuo ed i fuoriclasse Slowdive, ormai una sicurezza dal vivo, sicuri e compatti, elegantissimi ma molto potenti. Inutile sottolineare la potentissima e spettacolare esibizione di Nick Cave & The Bad Seeds (ormai la stessa formazione dei Grinderman leggermente allargata), con l'area del concerto strapiena di gente, anche se ormai troppo piena per restituire la vera essenza di Cave e soci. Grande esibizione quella di Peter Perrett, accompagnato da una corposa band con chitarre (suonate dal talentosi figlio), tastiere ed anche violino e cori: il musicista 66enne, esilissimo e con occhialoni da sole neri ha sfoderato una gran voce, roca e molto particolare ed ha lascito i non proprio numerosi presenti sul placo Ray-Ban senza parole. Una bella sorpresa è stata quella dei Metà Metà, band brasiliana incredibile, capace di mischiare i generi con molta  naturalezza passando dalla samba al desert rock, dal rumorismo, all'afrobeat alle ritmiche africane ed arricchito dalla voce suadente di Jucara Marcal ... Sempre Nell’ambito world da non dimenticare è stata anche Oumou Sangarè con la sua band, esibizione caratterizzata da chitarre fra rock blues ed il Mali, e dalla presenza della cantante Maliana dal grande temperamento.

E poi i Mogwai sempre più asciutti e vicini al krautrock ed allo spacerock oltre che al post rock; lo scatenatissimo Ezra Furman, l'esibizione breve ma notevole di Father John Misty su uno dei palchi grossi alle 20.00 con una band numerosa e completa di archi; molto interessanti gli Omni con il loro post punk esibito alle 3.00 di notte sul palco piccolo del Vice, scioccati dall'energia del pubblico anche a quell'ora! E come non citare ancora gli Idles, sempre sul palco Vice, con il loro energico e disarmante show, potenti e diretti: una carica aggressiva tipo Sleaford Mods ma molto più 'suonata', oppure il solito Ty Segall, con esibizioni sempre più psichedeliche e mature di una volta, meno incasinate e con canzoni allungate da lunghe code improvvisate. Molto bella, elegante e di classe l'esibizione di Charlotte Gainsbourg, non solo attrice ma anche cantante sicuramente affascinante, che ha portato uno show tra l'elettronica e la canzone pop  francese, accompagnata da una band di alto livello. E come dimenticare quei due fratelli pazzoidi degli Sparks, entrambi in piena forma, con il loro concerto spassoso e coinvolgente; Ron e Russel Mael con il loro psico pop-colorato, hanno presentato brani dal loro nuovo lavoro Hippopotamus e vecchi successi sul palco Primavera.

Tra le novità di quest'anno c'era la nuova dislocazione del Palco Heineken, situato non più al chiuso ma su una collinetta vicino all'entrata del festival ed oltretutto non c'era più la necessità di procurarsi dei biglietti per entrare. I concerti quindi si riuscivano a vedere molto bene, essendo l'area non molto grande, ma bisognava andare un po' prima dell'inizio per riuscire ad entrare: in quest'area, molto belle le esibizioni di Ride e Belly.

Ma quest'anno c'era un'altra novità: una delle chicche e delle esibizioni più carine, suggestive e particolari di questa edizione, e' stata in un altro Auditorium (Auditori de Barcelona) al di furi del Parc del Forum, dove alle 15.00 di venerdì e sabato è stato programmato uno show dei due elementi principali dei Survive, Kyle Dixon e Michael Stein, che hanno eseguito le musiche della serie tv 'Stranger Things': musiche che sono molto evocative, soprattutto se proposte in un teatro addobbato con fili, fumo e luci a ricreare l'atmosfera del 'sottosopra' del telefilm con i sintetizzatori immersi in questa inquietante oscurità. Bella cosa davvero.

Quest'anno per la prima volta siamo andati anche nell'area del Primavera Bits (diciamo ... il ‘festival elettronico nel festival): all’area di arriva tramite un ponte. E' un po’ complicata da raggiungere, ma è bellissima ed organizzata molto bene. Lì, James Holden ed i suoi Animal Spirit, sono stati grandiosi con la loro elettronica psichedelica e con elementi di msica gnawa (anche se davanti ad un pubblico non molto folto; anche l’elegantissimo Jon Hopkins ha fatto viaggiare con le sue particolari ritmiche sincopate e la sua musica sempre più visionaria!

Insomma il solito bellissimo festival di Barcellona, Primavera Sound, esce in positivo per quanto riguarda esibizioni ed organizzazione, sia al Parc del Forum che in centro città, al Cccb, dove si è svolto da mercoledì a venerdì, al mattino e primo pomeriggio, il Primavera Pro con i suoi incontri per professionisti del settore, artisti, giornalisti e curiosi (per esempio, simpatico oltre che esauriente, il produttore John Congleton ha raccontato le sue esperienze nel campo della produzione discografica con con artisti di alto livello come St. Vincent) e con gli show case di band di talento ma poco conosciute, da vari stati tra cui Corea, Australia, America Latina, Cina ed altri tra cui l'Italia che quest'anno ha schierato due chicche come i Guano Padano, tex mex e colonne sonore, e la bravissima Adele Nigro ed i suoi Any Other, con il suo folk rock d'autore.

E poi il finale in centro città, la domenica pomeriggio dalle 14, all'aperto sempre al CCCB, con show gratuiti per tutta la città, in cui si sono esibiti nuovamente Waxahatchee ed i veterani del garage punk americano Oblivians, insieme ad altri; la sera dalle 20 nelle due sale dell'Apollo dove, dopo il particolare progetto electro pop giapponese (non proprio di nostro gusto!) Kero Kero Bonito e dopo Ariel Pink, si sono esibiti i Flat Worms, ritmatissimo e potente progetto parallelo dei Tee Oh Sees, la cui esibizione però è stata rovinata da problemi tecnici all'impianto del locale, il che ha fatto sì che si aveva solo un idea di quella che il terzetto sapesse fare. Ma per fortuna alla 2 de l'Apollo si è esibita Mattiel, bravissima, con una band sorprendente e di altrettanto alto livello, con il suo rock-blues misto di soul che ci ha lasciato entusiasti!!

In conclusione il Primavera Sound continua a rimanere un festival indipendente di altissimo livello, senza dubbio uno dei migliori di questi anni, capace di proporre sia esibizioni di artisti pop di alto livello e per il vasto pubblico ed accanto artisti più di nicchia per i più esigenti, in una città, Barcellona, piena di fascino, vivacissima e frizzante: per fortuna il direttore Gabi ha annunciato che non vogliono ingrandirsi ulteriormente e che questa dovrebbe essere la formula definitiva del festival!

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